STILI DI VITA DIGITALI, UN PERCORSO FORMATIVO A SCUOLA PER PREVENIRE PATOLOGIE LEGATE ALL'ABUSO DELLA TECNOLOGIA
Serata
conclusiva alla sala civica di Lusia
Creare
consapevolezza tra i giovani sui rischi legati a un uso eccessivo dei social
network e dello smartphone, in particolare per la salute fisica e psicologica,
ma anche prevenire comportamenti disfunzionali prima che si trasformino in
disagio.
È questo
il cuore del progetto “Stili di vita digitali”, promosso dai Lions Club di
Lendinara e Rotary Club Lendinara Badia Altopolesine, con il patrocinio dei
Comuni di Lendinara e di Lusia , che ha coinvolto le classi seconde delle
scuole secondarie di primo grado “A. Mario” e “E. Fermi”.
La fase
conclusiva del percorso si è svolta nei giorni scorsi nella sala civica della
Biblioteca di Lusia (e poche ore prima al teatro Ballarin di Lendinara), dove
gli studenti hanno presentato al pubblico i lavori elaborati in classe.
Utilizzando strumenti digitali, i ragazzi hanno illustrato schede di
approfondimento sui temi affrontati durante i primi mesi dell'anno scolastico,
spiegando con parole e esempi concreti ciò che hanno appreso.
Avviato
già a settembre, il progetto ha visto il coinvolgimento di don Giovanni Fasoli,
psicologo, docente universitario ed esperto di cyber-psicologia, pedagogia
digitale e comunicazione. Dopo una prima fase di formazione rivolta ai docenti,
Fasoli ha accompagnato direttamente gli studenti in un percorso di riflessione
sulle problematiche e sulle possibili patologie connesse all’uso del digitale.
Divisi
in quattro gruppi, i ragazzi hanno approfondito il significato e le conseguenze
di altrettanti termini chiave: nomophobia, phubbing, vamping e fomo. La
nomophobia, ovvero la paura di restare senza smartphone, è stata analizzata
come una condizione capace di generare apatia, isolamento e, nei casi più
gravi, stati depressivi. Il phubbing, comportamento ormai diffuso anche nella
vita quotidiana, descrive l’abitudine a ignorare chi si ha di fronte per
concentrarsi sul telefono, con effetti negativi sull’autostima e sulle
relazioni sociali. Il vamping, legato all’uso notturno dei dispositivi
digitali, è stato associato a insonnia, calo dell’attenzione, peggioramento del
rendimento scolastico e aumento dell’irritabilità. Infine la fomo, la paura di
essere esclusi o di “perdere qualcosa”, che può spingere verso comportamenti
compulsivi ed emulativi, talvolta anche rischiosi.
"Pensa
sempre alle conseguenze delle tue azioni": questo il messaggio centrale
lasciato agli studenti da don Fasoli, che su questi temi ha scritto, insieme a
Rosa Giuffré, il libro "Notte digitale?".
All’incontro
erano presenti, a sottolineare il valore e l'attualità dell'argomento trattato,
l’assessore all’istruzione del Comune di Lusia Lorella Battistella, la
dirigente dell’Istituto Comprensivo di Lendinara Maria Luisa Mele, oggi in
distacco regionale e tra le prime a sostenere l’idea progettuale, l’attuale
dirigente reggente Annamaria Pastorelli, Gianni Fortuna, presidente entrante e
Franco Gobbi, responsabile della segreteria per il Rotary Club e Natalina
Vitale, presidente del Lions Club di Lendinara.
A
coordinare il lavoro degli studenti sono stati i docenti Stefano Zulato,
referente del progetto, e Marta Pellegrinelli.
“Ringrazio
l'Istituto Comprensivo di Lendinara per aver scelto la nuova sala civica come
location per la conclusione del progetto – ha dichiarato l'assessore Lorella
Battistella -, perché per noi è motivo di orgoglio poter finalmente avere un
luogo dove accogliere eventi di natura culturale e formativi come questo.
L'amministrazione comunale è sempre disponibile a mettere a disposizione questi
spazi anche per altre iniziative delle scuole, perché la nostra attenzione va
ai giovani, nell'educarli a vivere il paese e a sviluppare senso civico”.